La creatività nasce quando siamo presenti, solo allora la mente può realizzare il suo legittimo scopo nella vita pratica.

Può così essere al servizio della creatività che viene solo dall’incondizionato. La mente allora può intervenire e dare una forma, dare una forma o darne un’altra. È bello! È bellissimo! Potete così manifestare, anche attraverso la mente, potete manifestare delle cose.

La mente può così essere al servizio della creatività.

Ultimamente si è parlato molto di questo. Del manifestare le cose nella vita esteriore non più attraverso lo sforzo, lo stress o la negatività.

Se dopo dieci anni di fatica, di stress e di negatività finalmente diventate milionari. Finalmente ce l’avete fatta! Ma questo non ha senso: siete stati infelici per dieci anni e continuerete ad essere infelici anche con i vostri milioni. Tanto più che, durante il percorso fatto per guadagnarli, avete reso infelici molte persone.

E questo viene chiamato successo!

“Ora sanno chi sono e io so chi sono!”

Non in quel modo e non in un modo che è generato dal continuo bisogno dell’ego che dice: “Non mi sento realizzato. Qui c’è qualcosa che manca. Non ho raggiunto il completamento di me stesso. Penso di avere bisogno di una casa più grande perché grazie a una casa più grande posso realizzare me stesso.”

Così, con uno sforzo maggiore e tanto stress, gestendo gli affari con perizia ed eliminando la concorrenza, entrate in possesso di una casa più grande. Così, avete la casa più grande e per un po’ sentite che “Sì, ora sto cominciando a sapere chi sono”. Ma dopo un paio di settimane o di mesi che siete seduti nella casa più grande cominciate… “Mi manca qualcosa e questo non mi fa più sentire realizzato. Ho bisogno… Sì! Cercherò una moglie trofeo!”

Così vi rivolgete a un’agenzia matrimoniale qualunque sia e il resto lo conosciamo già, non c’è bisogno di approfondirlo. La continua ricerca, il cercare “Ora voglio questo. E voglio quello e poi quello”

Non è quello. E così vivete questa realtà superficiale. Questo è il mondo della forma. Potete godere del mondo delle forme per quello che è senza aspettarvi da esso qualcosa che non può darvi. In questo modo potete gioire delle cose e potete anche manifestare delle cose, ma non più dal senso di necessità dell’ego che dice “Ho bisogno di questo per essere felice.” Perché il mondo delle forme non può fare questo.

“Ho bisogno di questo in modo da provare un senso di completamento e di successo per essere arrivato.” In realtà, quello che le persone vogliono è essere se stesse pienamente. Non lo sanno. Vogliono il senso dell’essere vive, dell’essere se stesse pienamente. Ma lo vogliono attraverso questo, quello o quell’altro. Senza rendersi conto che non c’è niente che glielo possa dare perché lo hanno già.

Potete gioire delle cose e potete anche manifestare delle cose.

(Ma cercate prima il Regno dei Cieli e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù.)

L’unico modo per sapere che l’avete già; e non solamente che lo avete, ma che lo siete, che voi siete già quello che state cercando, e non lo sapete perché continuate a cercarlo altrove. Lo potete sapere solamente nell’adesso, allineandovi con l’adesso e con il potere che c’è lì, dentro di voi.

Lì c’è il potere e lì c’è l’IO SONO.

Nel vuoto, nella non forma, nella consapevolezza, nella quiete, o comunque lo vogliate chiamare. Lì c’è il potere e lì c’è l’IO SONO che si è spogliato di tutto, di questo e di quello. La pura esperienza del conoscere se stessi come l’essere, come essere, come la vita stessa.

Io sono la vita stessa, io non ho una vita.

La gente pensa di avere una vita. D’accordo, qualcuno dice non ho una vita ma intende qualcosa di diverso. “Io non ho una vita”, oppure dicono “Fatti una vita! Va bene, ci proverò…”

Ci sono quindi due modi di dire che non ho una vita. Uno è il modo deluso. Dite “Non ho una vita” ma intendete dire “La mia storia di vita non è soddisfacente e qualunque cosa faccia non mi sembra di essere soddisfatto”.

Ma c’è un altro significato per “io non ho una vita”.

Voi e la vita non siete due, ma uno.

Dite “io non ho una vita” quando comprendete che voi e la vita non siete due, ma uno. Che non c’è un voi e la vita, e che non potete perdere la vostra vita. Come sarebbe possibile? Perché questo implicherebbe che c’è la vita e c’è un me. Allora la perdo e cosa rimane? Il me! Perciò, quando dite “non ho una vita”, significa realmente che mi sono reso conto che io e la vita non siamo due.

Io sono Vita, sono uno con la Vita. Sono una manifestazione temporanea, in questa forma, dell’unica Vita. Così come il fiore è una manifestazione temporanea dell’unica Vita, dell’Unica Consapevolezza, dell’Unico Spirito.

Non uso questa parola molto spesso perché ha in sé troppa storia.

L’Unica Vita che appare temporaneamente in questa forma e l’Unico Io sono la stessa cosa. L’Unica Vita, l’unica dalla quale tanti provengono e alla quale tanti ritornano, l’Unico Io che sta seduto qui apparendo in quelle che potrebbero sembrare forme differenti. L’Uno, che conosce se stesso come tale, che riconosce che io non ho una vita perché io sono la vita, io sono l’universo che sta sperimentando temporaneamente se stesso in questa forma e con questa storia di vita.

Questo è un piccolo guizzo nella vita dell’universo, ogni singola vita è come un piccolissimo battito di… (con la bocca pronuncia un brevissimo sibilo) Ecco la vostra intera storia di vita! Dalla prospettiva dell’universo, tutte le cose delle quali mi preoccupo tanto e tutte le cose importanti… un lampo! (con la bocca emette brevissimi sibili) e miliardi di altri lampi!

L’universo sta sperimentando se stesso nella forma.

Lo vuole, vuole sperimentarlo in miliardi di forme ma è tutto un’unica totalità di esperienza! E voi siete una cellula di quella totalità.

Ma vuole anche qualcos’altro.

L’universo non vuole sperimentare solamente il movimento rivolto verso l’esterno, vuole anche conoscere se stesso. Chi o che cosa è al di là della forma.

C’è il movimento verso l’esterno, la consapevolezza diventa questo, quello e quell’altro, miliardi di forme, ma la consapevolezza vuole anche conoscere se stessa. Vuole perdersi in miliardi di forme per soffrire e quindi conoscere se stessa, conoscere la sua natura essenziale come pace eterna senza limiti, senza tempo, senza forma. E questo è il motivo per cui siamo qui.

In primo luogo, il nostro essere insieme non riguarda il movimento verso l’esterno, nella forma, perché questo ha continuato ad accadere per migliaia di anni ormai.

Ma voi non siete la forma, avete solamente pensato di esserlo. Voi avete pensato di esservi identificati con ogni pensiero, di esservi identificati con il corpo che ha vita breve, con la mia storia, tutte cose che hanno una vita breve.

Eckhart Tolle


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Con mente Chiara e Luminosa affronta audace il tuo Destino, senza indugio percorri la Via che conduce alla Conoscenza. Con Cuore Puro e Volontà di ferro, niente e nessuno ti può fermare. Per te ogni cosa diventa possibile.

1 Commento

  1. Ciao,
    Ieri prima di dormire mi ascoltavo respirare e nel frattempo mi domandavo da dove vengo,
    Così mi è apparso un drago.
    Ho intuito che avrei dovuto approfondire così mi ritrovo qui, sono felice.
    Buon viaggio a tutti.

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