La ruota del Divenire o dell’Esistenza (Bhavacakra)

La rappresentazione artistica e filosofica del doloroso ciclo delle reincarnazioni (samsara) è rappresentata dalla Ruota del Divenire (anche detta dell’Esistenza o della Vita – in sanscrito Bhavacakra o in tibetano Sidpa Korlo).

La si trova dipinta o scolpita all’entrata dei Gompa (Monasteri Tibetani) vicino ai 4 guardiani dei punti cardinali, i Lokapala.

Si compone di vari anelli e raggi, in cui si esemplificano i meccanismi del Samsara, che possono essere interpretati sia sul piano fisico che psicologico.

La Ruota del Divenire o dell’Esistenza

Bhavacakra nel dettaglio:

A tenere la ruota fra i suoi artigli è Yama, il dio dei morti, i cui denti incisivi rappresentano allegoricamente i 4 dolori (della nascita, della malattia, della vecchiaia e della morte).

La Ruota del Divenire o dell’Esistenza

Fuori dalla ruota e quindi senza obbligo della reincarnazione troviamo:
in alto a destraBuddha con la mano destra rivolta verso il basso nel gesto di garanzia (varadamudra)
in alto a sinistraBuddha con il braccio teso che indica la luna (simbolo del conseguimento del nirvana a ricordo della notte di plenilunio del maggio 528 a.C. quando il Buddha diventò il “risvegliato”)

I principali significati

Le immagini nel mozzo della ruota rappresentano i tre veleni: ignoranza, attaccamento e avversione (o rabbia)
Il secondo strato rappresenta il karma.
Il terzo strato rappresenta i sei regni del samsara o di rinascita.
Il quarto strato rappresenta i dodici anelli di originazione dipendente.
La figura feroce che tiene la ruota (Yama) rappresenta l’impermanenza.

Vediamoli più nel dettaglio:

1 – Nel mozzo della ruota vi sono tre animali: un maiale, un serpente ed un colombo (o gallo).

Essi rappresentano i tre veleni: ignoranza, attaccamento e avversione (o rabbia). Il maiale è sinonimo di ignoranza, il serpente rappresenta l’avversione o rabbia ed il gallo (o colombo in alcune rappresentazioni) rappresenta l’attaccamento alle cose (anche tradotto come desiderio o attaccamento).

La Ruota del Divenire o dell’Esistenza

2 – Il secondo strato della ruota mostra due semicerchi:

  • Un semicerchio (di colore bianco) mostra le persone che si spostano verso l’alto a simboleggiare il processo evolutivo che porta ad abbracciare gli insegnamenti del Buddha e che conduce fuori dalla ruota delle esistenze.
  • L’altra metà cerchio (di colore nero) mostra le persone in uno stato miserabile che vanno verso il basso perché sono resi schiavi dalle loro cattive azioni.

La Ruota del Divenire o dell’Esistenza

3 – Secondo la concezione buddhista esistono sei regni o mondi in cui ci si può incarnare che sono (in ordine di qualità dell’esistenza):

a – Il Regno degli Dei (Deva)
b – Il Regno dei Titani (Asura)
c – Il Regno degli Uomini
d – Il Regno degli Animali
e – Il Regno degli Spettri (Preta)
f – Il Regno degli Esseri Infernali (Naraka)

La Ruota del Divenire o dell’Esistenza

a- Il regno degli Dei (Deva)

A differenza degli dei conosciuti nelle religioni monoteiste, nel buddhismo gli dei non sono dei creatori, né onniscienti, né onnipotenti, né perfetti, né rappresentazioni di princìpi superiori.
In questo regno gli dei sono resi ottusi dal loro stato di felicità solo transitorio in cui, invece di fare tesoro degli insegnamenti del Buddha, essi sono incapaci di accumulare karma positivo, pertanto, una volta terminato il ciclo di retribuzione dei meriti accumulati col karma positivo, sono destinati a rinascere in condizioni opposte ovvero negli inferi.

b – Il Regno dei Titani (Asura)

Sono esseri che dimorano appena sotto gli dei e sono dei semi-dei. Destinati a rinascere in condizioni inferiori a causa del karma negativo accumulato per colpa dell’invidia verso i Deva, sono costantemente in lotta con questi ultimi per il possesso dei frutti dell’albero dei desideri, che ha le radici nel mondo degli asura ma la chioma in quello degli dei.

c – Il Regno degli Uomini

Gli umani fanno esperienza sia del dolore che del piacere, ma non sono intossicati da nessuno dei due (come accade invece agli esseri superiori o a quelli dei mondi infernali); il mondo degli Uomini è il regno della rinascita più favorevole perché in esso gli esseri umani hanno la possibilità di di ascoltare il Dharma, la dottrina del Buddha.

d – Il Regno degli Animali

Il mondo animale è fisicamente copresente con quello umano, e le relazioni tra animali e uomini corrispondono a quelle tra dei e titani (deva e asura). Si può rinascere nel regno animale se in una vita precedente si è stati particolarmente propensi ad assecondare senza moderazione i propri desideri, capricci e sensi.

Nel mondo animale si possono avere molteplici esperienze, ma generalmente si è condannati dalla propria scarsa intelligenza ad essere soggetti alla fame e alla sete, alle intemperie, ad essere asserviti agli umani, nonché ad essere soggetti alla legge del più forte, per la quale gli animali si combattono e si divorano l’un l’altro. Non avendo volontà gli animali non producono karma, ovvero non sono responsabili dei loro gesti né tenuti a pagarne le conseguenze.

e – Il Regno degli Spettri (Preta)

Si tratta di spiriti famelici che a causa dei loro atti cattivi, come l’avidità e l’ingordigia, sono condannati a vivere in sembianze semi-umane inseguendo desideri basilari sempre inappagati. Vengono raffigurati con grandi pance ma bocche piccole e sottili come spilli, così da rappresentare la loro impossibilità di soddisfare la fame e la sete. Eternamente affamati, sono condannati a veder trasformare il cibo che portano alla bocca in tizzoni ardenti o escrementi. Non riescono anche a dormire perché esseri demoniaci impediscono loro di coricarsi.

f – Il Regno degli Esseri Infernali (Naraka)

Comprende sia l’inferno cruento e rovente che l’inferno gelido. In questo Regno terribili tormenti attendono gli esseri che rinascono qui (coloro che in una vita precedente sono stati particolarmente propensi all’ira e all’odio).

In ognuno di questi regni è infine rappresentato un Buddha che con mente compassionevole si prende cura di tutti gli esseri, in qualsiasi stato dell’esistenza si trovino.

Nell’anello esterno della Ruota, intorno ai 6 regni, vi sono 12 nidana o anelli, che spiegano la ragione della nascita e del collegamento di tutti i fenomeni (a partire dalla sinistra della testa della divinità e proseguendo in senso antiorario). E’ detta catena dei condizionamenti e vuole rappresentare la rinascita senza trasmigrazione dell’anima; viene chiamata catena dei condizionamenti o del nesso condizionale perché ognuno dei dodici elementi di cui si compone non è la causa ma soltanto una condizione che determina la condizione successiva.

L’Arte tibetana li rappresenta in queste 12 immagini:

  1. La vecchiaia e la morte, rappresentate da un uomo che porta sulle spalle un cadavere, sono causate dalla nascita.
  2. Nascita, simboleggiata da una donna partoriente, causata dall’esistenza precedente.
  3. Esistenza precedente, simboleggiata da un uomo che tiene in mano un bocciolo, causata dall’attaccamento.
  4. Attaccamento, simboleggiato da un uomo che coglie frutti da un albero, causato dal desiderio.
  5. Desiderio, simboleggiato da un bevitore, causato dalla sensazione.
  6. Sensazione, simboleggiata da un uomo che viene colpito all’occhio da una freccia, causata dal contatto.
  7. Contatto, simboleggiato dal sesso, causato dai 5 organi di senso più uno.
  8. 5 organi di senso più il sesto organo, la mente, simboleggiati da una casa con sei finestre, causati dalla mente-corpo.
  9. Mente e Corpo o Nome e Forma, simboleggiati da due uomini in barca, causati dalla coscienza.
  10. Coscienza, rappresentata da una scimmia che simboleggia l’instabilità della mente umana, si sottolinea quindi il rapporto di stretta causalità fra mente/corpo e coscienza, causata dagli impulsi volizionali.
  11. Impulsi volizionali che caratterizzano l’individuo, rappresentati da un vasaio, causati dall’ignoranza.
  12. Ignoranza, rappresentata da una vecchia donna cieca che si dirige verso un precipizio.

La Ruota del Divenire o dell’Esistenza

Sebbene il fatto di rinascere continuamente possa essere positivamente interpretato dalla società occidentale, si deve ricordare che il concetto del tempo occidentale è lineare e si interrompe con la morte dell’individuo; ciò che reca quindi sgomento nell’uomo occidentale è la paura di questa interruzione che si traduce in paura della morte stessa. Al contrario nelle società orientali il concetto di tempo è ciclico, senza fine e senza interruzioni; è quindi questo sempiterno ripetersi che genera il terrore nell’uomo orientale, in particolare buddhista, di non potersi sottrarre a questa continua ruota delle esistenze.

Fonte: www.enricoguala.it


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Con mente Chiara e Luminosa affronta audace il tuo Destino, senza indugio percorri la Via che conduce alla Conoscenza. Con Cuore Puro e Volontà di ferro, niente e nessuno ti può fermare. Per te ogni cosa diventa possibile.

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