La Storia dell’Ordine del Drago e la sua simbologia affondano le proprie radici in un passato antichissimo. Secondo la Tradizione dell’Ordine, l’Organizzazione opera da sempre all’interno della società affinché la mente umana possa tornare ad accogliere l’Unicità della Verità Ultima.
Comprendere la sua storia significa avvicinarsi a qualcosa che, nella prospettiva draconiana, precede le divisioni religiose, filosofiche e culturali attraverso cui l’uomo ha successivamente interpretato il mistero dell’esistenza.
LE ORIGINI DELLA CONOSCENZA
Da questa Conoscenza hanno avuto origine le antiche Scuole di Mistero fiorite in Egitto, Babilonia, Grecia e Roma. Da esse si sono successivamente sviluppate molte delle religioni e delle filosofie conosciute ai giorni nostri.
Nel corso dei secoli il sapere originario si è dunque progressivamente frammentato e modificato, separandosi dalla propria matrice e perdendo così gran parte della sua utilità rispetto allo scopo iniziale.
Quando una Verità subisce numerose suddivisioni, ciò che ne rimane può anche conservarne il nome, ma non ne possiede più l’essenza.
È proprio per proteggere la Verità da questo processo involutivo che l’Antico Ordine del Drago la tramanda esclusivamente all’interno della propria struttura.
Poiché l’Ordine è stato artefice e promotore di quelle che esso stesso definisce “ideologie pure”, non può essere catalogato all’interno di alcuna religione o disciplina conosciuta. Il suo compito non è quello di fondarne una nuova, ma di preservare l’antico percorso che conduce alla Conoscenza Suprema.
Non si tratta, infatti, di aggiungere un’altra interpretazione alle molte già esistenti, ma di cercare ciò che esisteva prima delle interpretazioni.
La domanda da porsi non è se esista una qualche dottrina che possiede ancora la Verità, ma quale parte della Verità sia sopravvissuta dentro ogni dottrina.

IL RACCONTO DELLA PRIMA PERGAMENA
Una delle testimonianze più antiche della Tradizione, compare all’inizio della Prima Pergamena, custodita internamente all’Ordine da millenni:
“Quando l’uomo ebbe la facoltà di parlare con le stelle, comprese che la sua Immortalità NON era uguale a quella degli altri Dèi […]”.
La storia prosegue narrando la bramosia dell’essere umano verso quella caratteristica che ancora non gli apparteneva.
Il suo Desiderio divenne tanto intenso che, nonostante le delusioni, l’uomo continuò a cercare. Rivolgendosi infine verso il Nord, riuscì a ottenere una risposta dall’Unico che avrebbe potuto accontentarlo: il Drago.
Costui, “[…] stupito dall’energia del Desiderio […]”, concesse la propria presenza e iniziò a istruire l’uomo sulla Prima Conoscenza, rendendolo così molteplice.
Il passaggio è fondamentale nella concezione draconiana: il Desiderio non viene inteso come semplice volontà di possedere, ma come forza capace di spingere l’essere oltre i confini della propria condizione.
Ogni trasformazione comincia quando ciò che siamo non è più sufficiente a contenere ciò che sentiamo di poter diventare.
Soddisfatto del risultato ottenuto con il primo Principio Sapienziale, il Drago decise allora che “[…] era giunto il momento di aprire la bocca e battezzare gli uomini con il Fuoco della Trascendenza […]”.
Ma la Volontà, secondo la Tradizione, non costituisce una predisposizione innata nell’essere umano.
Solo Nove divennero Dèi.
Gli altri frammentarono i Doni ricevuti, trasformandoli progressivamente in culti vuoti.
Il Drago concluse quindi il proprio insegnamento soltanto con le Nove Divinità e insieme a esse fondò l’Ordine, affinché la Verità potesse essere custodita intatta e tramandata a quegli esseri umani che, nel corso del tempo, si fossero dimostrati pronti ad accoglierLa.
La storia dei Draconiani venne celata e “[…] il loro verbo venne urlato verso le stelle, al fine di risuonare all’infinito […]”.
Qui emerge uno dei principi centrali dell’intera Tradizione:
la Conoscenza può essere offerta, ma nessuno può compiere al posto dell’uomo l’atto necessario per trasformarla in esperienza.
Nonostante si possa pensare il contrario, per l’Ordine questa storia non è una leggenda, ma il fondamento di una realtà che appartiene a tutti.
E forse proprio qui nasce la domanda più importante: se questa possibilità appartiene a tutti, quanti scelgono realmente di cercarla?

LA SIMBOLOGIA DELL’ORDINE
Non avendo la necessità di pubblicizzare la propria presenza nella società, l’Ordine del Drago ha sempre fatto un utilizzo estremamente limitato della propria vasta simbologia.
Nonostante ciò, moltissimi simboli sono giunti fino ai nostri giorni, seppur spesso privati del loro significato originario o reinterpretati da culture successive.
Nella simbologia iniziatica vi è però da considerare un elemento essenziale: un simbolo può sopravvivere per millenni anche quando il significato che lo ha generato è stato dimenticato.
Il simbolo, infatti, non serve soltanto a rappresentare qualcosa. Nella Tradizione esso diventa una forma che racchiude in sé l’essenza della conoscenza e che in tal modo parla contemporaneamente alla ragione, all’intuizione e alla memoria.
LA SAETTA

Anticamente il simbolo dell’Ordine era una Saetta, raffigurazione della possibilità di vedere la luce nel buio più profondo.
I Maestri la incidevano sulla pietra e sul legno attribuendole un significato di potere rivolto all’aiuto del genere umano.
Osservandone la forma è possibile riconoscere la stilizzazione del Drago presente nel simbolo attuale. Al suo interno è inoltre racchiusa la presenza del tre, richiamo alle relative Conoscenze.
La Saetta doveva obbligatoriamente essere nera, colore rappresentativo della Conoscenza Suprema, e poteva essere racchiusa all’interno di differenti forme geometriche a seconda del significato “materiale” che si desiderava attribuirle.
La scelta della Saetta non è casuale.
Essa appare per un istante, squarcia l’oscurità e permette di vedere ciò che un momento prima era invisibile.
La luce ordinaria illumina ciò che già sappiamo guardare. La Saetta, invece, rivela per un istante ciò che il buio ci aveva insegnato a ignorare.
IL DRAGO NERO

Intorno al XII secolo, con il diffondersi dell’araldica, il messaggio esoterico venne mantenuto intatto ma il Drago iniziò a essere rappresentato in maniera più strutturata.
Il suo colore rimase assolutamente invariato: Nero.
Il nero non deve essere associato a qualcosa di malvagio. Al contrario, proprio perché possiede la caratteristica di assorbire la luce, nella simbologia dell’Ordine, rappresenta Colui che possiede tutte e tre le Conoscenze.
Le tre Conoscenze vengono ulteriormente richiamate dalla stessa struttura fisica del Drago, raffigurato simbolicamente come diviso in tre parti.
Il nero diviene quindi il colore della sintesi: non assenza, ma capacità di contenere.
Ciò che agli occhi inesperti appare oscurità può rappresentare, in un linguaggio differente, la concentrazione di ciò che la luce ha separato.
LO STEMMA DEL DRAGO SULLO SCUDO E LA CORONA MURARIA

Dal Medioevo in poi, a rappresentanza dell’Ordine, venne utilizzato il simbolo del Drago su scudo ritorto con corona muraria.
La corona merita particolare attenzione.
Successivamente utilizzata come elemento dell’araldica cittadina, secondo la simbologia dell’Ordine, conserverebbe un significato molto più antico e profondo, progressivamente abbandonato con l’affermarsi delle regolamentazioni araldiche.
La corona muraria rappresenta una fortezza formata da 8 torri, simbolicamente associate a forza e ricchezza.
Di queste, soltanto 5 sono visibili, rappresentando la materia.
Le altre 3, pur appartenendo realmente alla medesima struttura, rimangono invisibili a causa della prospettiva e richiamano la Triade.
Otto torri.
Cinque visibili.
Tre invisibili.
Un’unica fortezza.
Ciò che non appare allo sguardo non per questo è assente. Talvolta è proprio l’invisibile a rendere completa la struttura del visibile.
A questo punto può essere più stimolante lasciare al lettore la traduzione esoterica completa della raffigurazione, invitandolo anche ad analizzare l’utilizzo che questo simbolismo ha avuto nel corso della storia.
Perché comprendere un simbolo dopo che qualcuno ne ha fornito la soluzione significa ricordare una spiegazione.
Arrivare autonomamente al suo significato significa invece iniziare a pensare secondo il linguaggio che lo ha generato.
UN LINGUAGGIO MOLTO PIÙ VASTO
In questa sezione si è volutamente scelto di evidenziare soltanto alcuni aspetti del simbolo principale dell’Ordine.
È tuttavia necessario ricordare che la simbologia utilizzata nel corso della sua storia è molto più vasta, complessa e sfaccettata.
Ciò che è stato mostrato rappresenta soltanto una parte del linguaggio simbolico tramandato dalla Tradizione.
Ed è precisamente qui che termina ciò che può essere semplicemente letto e comincia ciò che deve essere cercato.
L’Ordine non propone soltanto risposte. Propone un metodo attraverso il quale imparare a formulare domande differenti: sull’uomo, sulla coscienza, sulla Volontà, sul significato dell’esistenza e sui limiti di ciò che siamo abituati a considerare reale.
Non tutti coloro che incontrano un simbolo sentono la necessità di comprenderlo. Non tutti coloro che ricevono una domanda desiderano seguirla fino alle sue conseguenze.
Ma alcuni sì.
Per questi ultimi, conoscere la Storia e la Simbologia dell’Ordine può rappresentare soltanto l’inizio.
Perché esiste una differenza profonda tra leggere della Tradizione, studiarne le tracce e decidere di intraprendere il percorso attraverso il quale essa sostiene di poter essere compresa.
La prima possibilità appartiene a chiunque.
La seconda richiede ricerca.
La terza richiede una scelta consapevole.
Ogni soglia può essere osservata dall’esterno. Solo chi decide di attraversarla scopre ciò che esiste dall’altra parte.
Se queste parole hanno suscitato soltanto curiosità, avranno già assolto a una parte del loro compito.
Se invece hanno prodotto quella sensazione più rara — la percezione che dietro il simbolo possa esistere qualcosa che merita di essere cercato — allora la domanda non è più soltanto cosa sia l’Ordine del Drago.

La domanda diventa quanto lontano siete disposti ad andare per scoprirlo.
Per avere informazioni sul Nostro Centro Studi e su come accedere agli insegnamenti dell’antico Lignaggio dell’Ordine del Drago, è possibile consultare le seguenti pagine:

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