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ORDINE DEL DRAGO
ITALIA
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Statuto

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“ASSOCIAZIONE CULTURALE LA VIA DEL DRAGO”

TITOLO I
Costituzione e scopi

Art. 1. Denominazione – sede – durata
1. Ai sensi delle norme del Codice Civile in tema di associazioni è costituita l’Associazione non riconosciuta denominata “ASSOCIAZIONE CULTURALE LA VIA DEL DRAGO” di seguito indicata anche come “Associazione”
2. L’Associazione ha sede legale nel Comune di Genova in Via Mira 4/1. L’eventuale variazione di sede legale nell’ambito del Comune di Genova non comporta modifica statutaria, salvo apposita delibera del Consiglio Direttivo e successiva comunicazione agli uffici competenti.
3. Essa opera nel territorio della Provincia di Genova ed intende operare anche in ambito nazionale.
4. L’Associazione potrà istituire sezioni o sedi secondarie in Italia.
5. L’Associazione ha durata illimitata.

Art. 2. Scopo dell’associazione
L’Associazione ha struttura e contenuti democratici.
L’Associazione è una libera associazione, apartitica, apolitica, indipendente senza fine di lucro, nata dal desiderio di dare impulso e nuovi strumenti di crescita spirituale, attraverso la divulgazione della Via Iniziatica Draconiana. A tal fine intende perseguire:
(2.1) una migliore conoscenza e diffusione della cultura esoterica e spirituale in genere e della Via Iniziatica Draconiana in particolare;
(2.2) – rapporti di collaborazione con altre realtà culturali della nostra nazione al fine di creare un collegamento di studio e di iniziative.
L’Associazione è emanazione diretta dell’Antico Ordine del Drago di cui l’Associazione si impegna a rispettare gli scopi e le finalità, nonché a riconoscere il coordinamento delle sue attività.
Le attività proposte dall’Associazione devono essere compatibili con gli scopi dell’Ordine del Drago.
L’Associazione potrà svolgere tutte le attività analiticamente previste nello statuto e qualsiasi altra attività, connessa agli scopi istituzionali, che venga ritenuta utile per il conseguimento delle finalità associative.
È fatto divieto agli organi amministrativi dell’Associazione di svolgere o far svolgere attività con scopi diversi da quelli sopra indicati, ad eccezione di quelle ad essi direttamente connesse o di quelle accessorie e comunque con l’esclusivo perseguimento delle finalità associative.

Art 3. Attività dell’Associazione
L’Associazione potrà, in via esemplificativa e non tassativa, ai fini del conseguimento dell’oggetto sociale, esercitare le sotto indicate attività, connesse alle attività istituzionali e strumentali al raggiungimento dello scopo associativo. L’Associazione provvederà quindi alla cura, attraverso iniziative appropriate, della diffusione della conoscenza Draconiana, in particolare promuoverà, sulla base delle direttive concordemente puntualizzate con la Casta della Triade dell’Antico Ordine del Drago una serie di iniziative qui indicate in via esemplificativa e non esaustiva, quali:
– l’organizzazione di tutte quelle iniziative che verranno ritenute opportune al fine di creare, stimolare e/o approfondire la cultura esoterico/spirituale in generale e draconiana in particolare, a qualsiasi livello, amatoriale o accademico;
– la pubblicazione di articoli con revisione periodica sul portale di cui è ospite ed altro materiale sia in formato fisico che virtuale, che aiuti i soci a migliorare la loro conoscenza spirituale ed esoterica in generale e draconiana in particolare;
– l’organizzazione di studi, ricerche, conferenze, dibattiti, e altre attività utili al fine di promuovere ed aggiornare la preparazione culturale, spirituale ed esoterica in genere, e della Via Iniziatica Draconiana in particolare.

TITOLO II
Norme sul rapporto associativo

Art. 4. Ammissione degli associati
Chiunque condivide gli scopi e le finalità dell’Associazione ed è in grado di contribuire a realizzarne i fini può aderire. I soci sono tutti coloro che, condividendo pienamente i fini e l’attività dell’Associazione, hanno presentato domanda in modalità telematica o cartacea all’Associazione, dichiarando:
“di accettare, pienamente e senza riserve, lo Statuto, ed i principi etici e culturali in esso contenuti; il regolamento associativo, le attività, le finalità e il metodo dell’Associazione.”
Il consiglio direttivo ha 30 giorni di tempo per confermare o negare l’adesione. L’eventuale diniego deve essere comunicato e motivato ed è comunque ammesso reclamo alla prima assemblea ordinaria utile.

Art. 5 Quota associativa ed uniformità del rapporto associativo
I soci sono tenuti alla corresponsione di una quota associativa nella misura e nei termini fissati annualmente dal Consiglio Direttivo, oltre che al rispetto dello Statuto, degli eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni legalmente adottate dagli organo sociali.
L’esercizio dei diritti sociali spetta ai soci regolarmente iscritti e in regola con il versamento della quota associativa. E’ garantita l’uniformità del rapporto e delle modalità associative, volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo.

Art.6 Categoria degli associati
I soci si dividono nelle seguenti categorie:
• soci fondatori;
• soci ordinari;
I Soci Fondatori sono coloro che hanno fondato l’Associazione.
I Soci Ordinari sono coloro che richiedono adesione all’Associazione e ne condividono, pienamente e senza riserva alcuna, gli scopi ed i principi
Ogni socio è vincolato all’osservanza di tutte le norme del presente statuto, nonché delle disposizioni adottate dagli Organi dell’Associazione.
Fra gli aderenti all’Associazione esiste parità di diritti e di doveri.
Le prestazioni dei soci a favore dell’Associazione e le cariche sociali sono da considerarsi a titolo gratuito ad esclusione delle eventuali spese effettivamente sostenute e regolarmente documentate per l’attività prestata entro i limiti ed i casi preventivamente autorizzati dal Consiglio Direttivo.
L’Associazione potrà comunque procedere all’assunzione di soci o terzi quando ciò sia necessario per sostenere e gestire l’attività dell’Associazione. E’ fatta salva la possibilità di corrispondere compensi di natura forfetaria, previa decisione del consiglio direttivo, per eventuali prestazioni di natura straordinaria rispetto alla normale attività sociale. Tali compensi saranno oggetto di dettagliata rendicontazione e saranno erogati nei limiti e nelle modalità delle normative civili e fiscali vigenti.

Art.7 Cause di cessazione del rapporto associativo
E’ esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.
Il socio può in ogni momento esercitare il diritto di recesso in forma scritta al Consiglio Direttivo; tale recesso avrà effetto allo scadere dell’esercizio sociale in corso.
La qualifica di socio si perde inoltre:
a) per decesso;
b) per esclusione deliberata dal Consiglio Direttivo contro il socio che commetta azioni ritenute disonorevoli per i principi dell’Associazione, che, con la sua condotta, costituisca ostacolo al buon andamento della stessa o per persistenti violazioni degli obblighi statutari. Contro il provvedimento di esclusione, che deve contenere le motivazioni, è possibile proporre appello alla prima assemblea ordinaria utile. Prima di procedere all’esclusione devono essere contestati per iscritto all’associato gli addebiti che allo stesso vengono mossi, consentendogli facoltà di replica. Fino alla data di convocazione dell’assemblea, ai fini del ricorso, il socio interessato dal provvedimento di esclusione si intende sospeso: egli può comunque partecipare alle riunioni assembleari ma non ha diritto di voto. Il socio receduto od escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate né ha alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione. In ogni caso, il presidente e i membri del consiglio direttivo, prima di essere radiati, dovranno essere rimossi dalle loro cariche, cioè sfiduciati dall’assemblea straordinaria;
c) per mancato pagamento della quota associativa, a seguito di delibera del Consiglio Direttivo e secondo la procedura stabilita nel Regolamento Associativo.

Art. 8. Non trasmissibilità della quota associativa
Le quote e i contributi associativi non sono trasferibili e non sono rivalutabili.

TITOLO III
Organi sociali

Art. 9. Organi dell’associazione
Sono organi dell’Associazione:
– l’Assemblea dei soci;
– il Consiglio Direttivo;
L’elezione degli organi amministrativi non può essere in alcun modo vincolata o limitata ed è improntata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo e passivo.

Art. 10 L’Assemblea: composizione, regole di convocazione e di funzionamento
L’Assemblea dei soci è l’organo sovrano dell’Associazione. Tutti i soci in regola con gli obblighi imposti dall’Associazione, ed in particolare con il versamento delle quote associative, possono partecipare all’assemblea generale.
Ciascun associato ha diritto ad un solo voto e può intervenire personalmente o per il tramite di un altro associato munito di delega, la quale deve essere scritta e firmata. E’ ammessa una sola delega per associato.
L’assemblea è convocata dal Presidente, a seguito di delibera del Consiglio Direttivo, almeno una volta all’anno entro quatto mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del rendiconto consuntivo; è inoltre convocata tutte le volte che sia necessario, anche su richiesta della maggioranza dei consiglieri o quando ne faccia domanda motivata almeno un quinto dei soci.
La convocazione deve pervenire per iscritto ai soci (ad esempio tramite lettera, email, ecc) almeno sette giorni prima della data della riunione, e deve indicare il luogo, il giorno e l’ora sia di prima che di seconda convocazione e l’ordine del giorno da discutere. L’adunanza di seconda convocazione non può essere fissata lo stesso giorno stabilito per la prima convocazione.
L’assemblea è comunque valida, a prescindere dalle predette formalità, qualora siano presenti tutti i soci risultanti dal Libro soci, aventi diritto al voto alla data dell’adunanza e siano presenti o informati tutti i consiglieri e nessuno si opponga alla discussione. I consiglieri non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità.
Di ogni riunione assembleare viene redatto apposito verbale, conservato nel libro verbali dell’assemblea e controfirmato dal Presidente e dal Segretario verbalizzante.

Art. 11 Assemblea ordinaria: poteri e regole di voto
L’assemblea ordinaria è convocata dal Presidente, a seguito di delibera del Consiglio Direttivo, almeno una volta all’anno entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale, per la discussione ed approvazione del rendiconto consuntivo predisposto dal Consiglio Direttivo.
Essa inoltre provvede a:
– eleggere i membri del Consiglio Direttivo;
– delineare il programma o comunque le linee guida delle attività sociali;
– deliberare sui ricorsi contro i provvedimenti di diniego di adesione e di esclusione dall’Associazione;
– discutere e decidere su ogni altro argomento posto all’ordine del giorno o sottoposto al suo esame dal Consiglio Direttivo;
– approvare gli eventuali regolamenti che disciplinano lo svolgimento dell’attività dell’Associazione.
In prima convocazione, l’assemblea ordinaria è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno dei soci aventi diritto a parteciparvi; in seconda convocazione è valida qualunque sia il numero dei soci presenti. L’assemblea delibera, sugli argomenti posti all’ordine del giorno, a maggioranza assoluta, vale a dire con il voto favorevole di metà più uno dei votanti, sia in prima che in seconda convocazione.

Art.12 Assemblea straordinaria: poteri e regole di voto
L’assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dello statuto e sull’eventuale scioglimento dell’Associazione.
In caso di modifiche statutarie, l’Assemblea è validamente costituita con la presenza dei tre quarti dei soci e delibera con voto favorevole della maggioranza dei presenti. In seconda convocazione è richiesta la presenza di almeno un terzo degli associati, con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Per lo scioglimento dell’Associazione e per la devoluzione del patrimonio è necessario il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

Art.13 Assemblea: modalità di riunione
L’Assemblea sia ordinaria che straordinaria potrà riunirsi anche fuori dalla sede legale sia con le tradizionali modalità che attraverso i nuovi sistemi telematici o di videoconferenza. La condizione essenziale per la validità delle riunioni è che tutti i partecipanti siano identificabili e che sia data loro la possibilità di esprimere la propria opinione sugli argomenti all’ordine del giorno e di partecipare alla votazione.
Verificandosi tale presupposti, l’Assemblea si considera tenuta nel luogo in cui si trova il Presidente, e dove pure deve trovarsi il segretario della riunione, onde consentire la stesura e la sottoscrizione del verbale sul relativo libro.

Art.14 Consiglio Direttivo: composizione e durata in carica
Il Consiglio Direttivo, organo amministrativo dell’Associazione, è eletto dall’Assemblea ordinaria ed è composto da un numero di membri, compreso il Presidente, che può variare da tre a sette, secondo quanto stabilito dall’Assemblea all’atto della nomina e dei successivi rinnovi.
I membri del Consiglio Direttivo devono essere scelti tra i soci in regola con il versamento della quota associativa.
I consiglieri durano in carica 5 (cinque) anni e sono rieleggibili. Possono essere revocati dall’Assemblea, con le maggioranze previste dall’Assemblea ordinaria.
I membri del Consiglio Direttivo decadono automaticamente in caso di perdita della loro qualifica di socio.
Il Consiglio Direttivo nomina al suo interno il Presidente, il Vice-Presidente, il Segretario ed il Tesoriere. La funzione di Segretario può essere svolta anche dal Vice presidente; resta inteso che in caso di assemblea dove il Vice presidente fosse chiamato a svolgere la funzione di Presidente la figura del Segretario verrà nominato tra i soci presenti.
E’ compito del Segretario redigere i verbali dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo, curare la tenuta dei libri sociali e svolgere le mansioni a lui delegate dal Consiglio Direttivo o dal Presidente. E’ compito del tesoriere occuparsi della gestione amministrativa e finanziaria dell’Associazione, ed in particolare della tenuta dei libri contabili.

Art.15 Poteri del Consiglio Direttivo
Sono compiti del Consiglio Direttivo:
a) stabilire i criteri di ammissione dei nuovi soci e accogliere o respingere le domande di ammissione dei Soci;
b) adottare provvedimenti disciplinari;
c) compilare il rendiconto contabile annuale e la relazione annuale al rendiconto contabile;
d) eleggere al proprio interno il presidente, il vicepresidente, il segretario e il tesoriere;
e) curare gli affari di ordine amministrativo; assumere personale dipendente; conferire mandati di consulenza;
f) approvare il programma dell’Associazione;
g) fissare il regolamento per il funzionamento e l’organizzazione interna dell’Associazione;
h) aprire rapporti con gli Istituti di credito; curare la parte finanziaria dell’Associazione, sottoscrivere contratti per mutui e finanziamenti e quant’altro necessario per il buon funzionamento dell’Associazione.
i) ratificare o modificare i provvedimenti adottati dal presidente per motivi di necessità ed urgenza.
j) determinare e deliberare il rimborso spese e gli eventuali compensi a favore dei soci che svolgono attività nell’ambito dell’Associazione.
k) trasferire, se necessario, la sede legale dell’Associazione, purché nel Comune in cui è situata.
Il Consiglio Direttivo può attribuire ad uno o più dei suoi membri il potere di compiere determinati atti o categorie di atti in nome e per conto dell’Associazione.

Art. 16 Consiglio direttivo: regole di convocazione, di funzionamento e di voto
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni qualvolta questi lo ritenga necessario oppure ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei consiglieri.
La convocazione è fatta mediante avviso scritto, il quale deve pervenire ai consiglieri almeno 4 (quattro) giorni prima di quello fissato per l’adunanza, con indicazione del luogo, del giorno, dell’ora e degli argomenti all’ordine del giorno. Il Consiglio Direttivo è comunque validamente costituito, anche in assenza delle suddette formalità di convocazione, qualora siano presenti tutti i suoi membri.
Sono ammesse le riunioni in video conferenza con le stesse regole previste dall’articolo 13 per l’Assemblea.
Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o, in caso di sua assenza, o impedimento, dal Vice-Presidente; in mancanza di entrambi, da un altro membro del Consiglio, designato dai presenti.
Le riunioni del Consiglio Direttivo sono legalmente costituite quando è presente la maggioranza dei suoi componenti, e le deliberazioni vengono prese a maggioranza dei presenti. Non sono ammesse deleghe.
Di ogni riunione consiliare viene redatto apposito verbale conservato nel Libro verbali del Consiglio Direttivo e controfirmato dal Presidente e dal Segretario verbalizzante.

Art.17 Sostituzione dei consiglieri
Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più consiglieri decadano dall’incarico prima della scadenza del mandato, il Consiglio Direttivo provvede alla loro sostituzione nominando il primo dei non eletti nell’ultima elezione delle cariche sociali svoltasi. In caso di impossibilità o rifiuto di questo, il Consiglio nominerà il secondo, poi il terzo e così via, fino ad esaurimento della lista dei non eletti. I consiglieri così subentrati, che devo essere comunque soci in regola con il versamento della quota associativa, rimangono in carica fino alla prima Assemblea ordinaria utile, la quale dovrà decidere sulla loro conferma. Se confermati, essi rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo vigente.
In caso di esaurimento del numero dei non eletti, con la prima Assemblea ordinaria utile si dovrà provvedere all’integrazione del Consiglio Direttivo tramite una nuova elezione. I consiglieri così subentrati, che devono comunque essere soci in regola con il versamento della quota associativa, rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo vigente.
Se, per qualsiasi motivo, viene invece a mancare almeno la metà dei componenti (nel caso gli stessi siano in numero pari) o la maggioranza degli stessi (nel caso in cui siano di numero dispari) l’intero Consiglio Direttivo si intenderà decaduto e il Presidente o, in caso di suo impedimento, il vice Presidente o, in subordine, il consigliere più anziano, dovrà convocare entro 30 giorni l’Assemblea, la quale procederà ad una nuova elezione del Consiglio Direttivo. In caso di estrema urgenza e necessità si potrà procedere tramite cooptazione tra i soci eleggibili ed i membri così nominati saranno ratificati nella prima Assemblea ordinaria convocata.

Art. 18. Il Presidente: poteri e durata in carica
Il Presidente, a cui spetta la firma e la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi e anche in giudizio, vigila e cura che siano attuate le delibere del Consiglio e dell’Assemblea e provvede all’osservanza delle disposizioni statutarie e del regolamento associativo.
Il Presidente può conferire delega, sempre e solo per iscritto, ad uno o più soci sia per singoli atti che per categorie di atti.
Il Presidente dura in carica 5 (cinque) anni e può essere rieletto.
In caso di comprovata necessità od urgenza, assume i provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo, sottoponendoli a ratifica alla prima riunione successiva.
In caso di assenza, impedimento o dimissioni le funzioni del Presidente sono svolte dal Vicepresidente dell’Associazione.
Il Presidente cessa dalla carica per scadenza del mandato, per dimissioni volontarie o per eventuale sfiducia espressa dall’assemblea straordinaria, regolarmente costituita con la presenza di almeno i due\terzi degli associati, e con voto favorevole dei tre\quarti dei presenti.

TITOLO IV
Norme sul patrimonio

Art. 19 Patrimonio sociale
Il patrimonio dell’Associazione è costituto dalle quote associative, da contributi e da ogni altra elargizione, in beni ed in denaro, ordinaria e straordinaria, fatta a favore dell’Associazione, nonché da lasciti, donazioni ed eredità che eventualmente dovessero pervenire all’Associazione.
Il patrimonio dell’Associazione può essere utilizzato solo per il compimento delle attività prefissate dallo statuto. I singoli associati non possono chiedere la divisione del patrimonio o avanzare pretese sullo stesso.

Art. 20 Esercizio sociale
L’esercizio sociale coincide con l’anno solare.
Alla fine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo deve provvedere alla formazione del rendiconto consuntivo che dovrà essere approvato dall’Assemblea da convocarsi entro 4 (quattro) mesi dalla chiusura dell’esercizio.
Il rendiconto consuntivo dovrà essere depositato presso la sede dell’Associazione oppure inviato via mail ai soci almeno 8 (otto) giorni prima dell’assemblea convocata per sua approvazione.

Art. 21. Divieto di distribuzione degli utili
È fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve e capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge, ed è fatto obbligo di impiegare gli utili o avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

TITOLO V
Scioglimento dell’Associazione e disposizioni finali

Art. 22. Scioglimento e devoluzione del patrimonio
In caso di scioglimento, cessazione ovvero estinzione dell’Associazione, l’assemblea dei soci nominerà un liquidatore. I beni che residuano dopo l’esaurimento della liquidazione sono devoluti ad altra Associazione con finalità analoghe o affini o ai fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 23. Norme di rinvio
Per tutto quanto non espressamente previsto dalle norme del presente Statuto, si applicano le disposizioni del codice civile e le altre leggi vigenti in materia di associazioni ed enti senza fine di lucro.

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