Friday, 20/10/2017 UTC+2
ORDINE DEL DRAGO
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La Via e la Coppia

La Via e la Coppia

Si dice che il percorso che conduce alla Conoscenza sia individuale, ma cosa accade se entrambi i componenti di una coppia sentono quell’anelito? Cosa vuol dire esattamente che “il percorso è individuale”?

Di certo non vorrà dire che dal momento che un individuo sente riaccendersi quel Desiderio, deve isolarsi ed interrompere le sue relazioni.

Semplicemente il dato di fatto è che ognuno di noi ha il “suo” Ego e quindi il suo modo di percepire la realtà.

Questo vuol dire che anche se si vive una relazione, ognuno ha il suo modo di relazionarsi e vivere il mondo, ognuno ha le sue sfide da superare, che certo si intersecano con quelle dell’altro e proprio per questo non  si deve mai perdere di vista se stessi nell’oceano di possibilità esperienziali che si espande conoscendo l’altro, è necessario rimanere integri in se stessi pur condividendo la propria vita con l’altro e mutando attraverso la relazione con esso.

Uno degli elementi che ostacola questa maturazione è la suggestione.

È chiaro che stando in coppia e condividendo la propria vita sia inevitabile che vengano condivise anche le proprie esperienze di un certo tipo e relative maturazioni, perché anche se si dovesse provare ad evitare la suggestione non parlando direttamente all’altro dei nostri processi, comunque inevitabilmente vivrebbe gli effetti di questi, che comunque condizionerebbero i propri, perché l’ego sarebbe costretto a rispondere in modo diverso dal solito.

Sembrerebbe quindi che la suggestione non può essere evitata, e infatti in parte è così, perché ogni cosa interdipende in questo universo e qui non è possibile che qualcosa esista in modo indipendente.

Però come al solito, ciò che possiamo fare è dare del nostro meglio e continuare a persistere nonostante le spinte contrarie di questa Natura: prendiamo consapevolezza del fatto che ogni maturazione che sperimentiamo non ci rende “migliori” o “più avanti dell’altro”, ne tanto meno dobbiamo cadere nella disperazione e invidia notando dei progressi nell’altro, perché non c’è qualcosa che può definirsi migliore o peggiore: magari, mentre noi oggi comprendiamo qualcosa, non ancora compresa dall’altro, l’altro comprende qualcosa che noi oggi ignoriamo e così via;

Questo ci permette per lo meno di non forzare la mano spingendo con la suggestione l’altro, alla nostra Consapevolezza o spingendo noi stessi alla comprensione che vediamo maturare nell’altro, che comunque a quel punto non sarebbe autentica ma solo emulata. Osserviamoci reciprocamente e chiediamoci:

Cosa ho l’opportunità di comprendere, con ciò che ora sto sperimentando dell’altro?

Questa domanda è molto importante, perché è un elemento che si può applicare nelle fasi “negative” che si ripetono ciclicamente: quante volte vi sarà capitato di vivere nelle relazioni quei momenti in cui si ripresentano le stesse tensioni, gli stessi conflitti e litigi per le medesime questioni… questa è la ciclicità a cui, coppia o non coppia, tutti siamo soggetti e che, in base al Karma (Legge di causa-effetto) maturato, si manifesta.

Non considerare la ciclicità nella coppia, significa farsi delle enormi aspettative che vengono inevitabilmente distrutte. Si può credere di aver risolto un problema e poi quando sopraggiunge nuovamente ecco le accuse sull’immaturità dell’Ego.

Questa è una grande trappola!

Non si può sapere cosa accadrà, il Karma è una precisa legge che senza Conoscenza non è possibile comprendere, pertanto la cosa migliore da fare è osservare e mantenere consapevolezza della ciclicità, perché magari quello che si crede risolto, non è poi così risolto.

Allora invece di cadere nella soddisfazione dell’ego che accusa l’altro ego o nell’autocommiserazione e disperazione per come le cose vanno sempre allo stesso modo, è molto più fruttuoso in termini di energia sfruttare l’opportunità che si presenta durante questi cicli meccanici e magari se si riesce, prenderla come una recita e riderci su con atteggiamento guerriero, ricordandosi che ogni cosa che accade, è un’opportunità per guadagnare energia e vedere che effettivamente non siamo noi gli autori di quei comportamenti, ma dell’ego e i suoi automatismi e per fare questo è necessaria un’Alleanza.

Bisogna essere una Coppia di Guerrieri Alleati e Spietati con Tutto ciò che limita la Percezione.

In conclusione non sappiamo il senso di stare in coppia per la Natura, ma una cosa è certa, se fosse necessaria solamente alla procreazione, non esisterebbero coppie che trascorrono tutta la vita insieme senza mai generare un figlio.

Si potrebbe forse dire che la coppia è un concetto sociale, ma questo non giustificherebbe la monogamia vissuta da molte altre specie animali, e allora cos’è il sociale? Non è forse manifestazione della medesima Natura? Allora vuol dire che a qualcosa serve, come tutto il resto.

Viene da pensare che, essendo la coppia composta da due polarità, sia in qualche modo rappresentazione della dualità voluta dall’essere umano, che tenta di porvi rimedio persistendo nel mantenimento della coppia e quindi spingendo alla conquista dell’Unità… eppure qualcosa non torna, perché tale processo è possibile anche da soli, poiché ognuno di noi ha già in se entrambe le polarità.

E quindi non ci resta che frenare queste inutili congetture e rimanere con la domanda senza attendere risposta:

Perché la Natura necessita della Coppia che percorre la Via verso la Libertà?

Giuseppe e Ilenia
About

Siamo una coppia che sta cercando di comprendere cosa significa essere umani, essere individui ed essere coppia e a cosa è necessaria in questo universo. Abbiamo deciso quindi di percorrere la Via Draconiana e di navigare insieme l'infinito oceano della Conoscenza. Siamo guerrieri alleati che combattono e si combattono, imparando a danzare e giocare nella guerra. Perchè in fondo gli opposti si attraggono e respingono in una pulsazione Unica e questa pulsazione, questa scintilla, è la nostra bussola, l'Ordine del Drago è il nostro timone, la rotta è verso l'uscita dal Samsara e il viaggio è questa vita... di cui siamo i protagonisti.

24 Comments

  1. Danilo Santoro

    Ed è cosi che la vita di coppia mi spaventa meno. Tutti quei giudizi presi sul serio per chiunque saresti come tutti gli altri e ti adegui per diventare un bambolotto da esposizione che non va mai bene e lei che si uccide da sola scegliendo cosa deve mettere a tacere di se a seconda di come ti vede poi tutto fake troppe coppie scoppiate

  2. Roberta Pusceddu

    Sicuramente essendo un percorso personale, NESSUNO può comprendere come un individuo lo vive davvero. In una coppia che percorre la stessa Via forse c’è più comprensione nei cambiamenti o atteggiamenti verso situazioni o persone, sicuramente credo ci sia più dialogo riguardo alcune esperienze o riflessioni ma, in ogni caso, credo che le difficoltà ci siano comunque. Probabilmente c’è più tolleranza.

  3. Roberta Pusceddu

    In una coppia che non condivide la stessa via , I problemi nascono quando il percorso è più verso la conoscenza di se stessi, un lavoro interiore dove inevitabilmente si tende a cambiare modo di vedersi e vedere cio che ci circonda. Si modificano quelle che prime erano considerate priorità , e il partner risente di questi cambiamenti, non comprendendoli, non tollerandoli ….e giudicandoli negativamente in quanto si sente tagliato/tagliata fuori.
    Qui sta alla persona, abbandonare per sottomettersi alle aspettative della famiglia o portare avanti ,imparando a gestire situazioni anche difficili, ciò in cui crede.
    Anche in questo caso generalizzo in quanto ogni persona reagisce diversamente.

  4. Elena Olaru

    Credo che è piu bella e facile la strada per le copie che hanno la stessa meta. Per chi non condivide lo stesso percorso di crescita, molti piccoli ostacoli possono essere addirittura utili, trasformandoli in esercizi.
    Ma un muro,piano piano,cresce.

  5. Roberta Pusceddu

    Bella e facile non so….come ho detto le difficoltà ci sono comunque forse e ripeto forse si “vivono” diversamente. ..
    Sì, sono d’accordo sul considerare tutto un esercizio … ma quanto si è disposti a mettersi in gioco ? E a quanto si è disposti a rinunciare?

  6. Sabina Argentea

    Sicuramente ci vuole coraggio per scegliere di stare da soli …infatti sono rari coloro che per scelta lo fanno. Si ricerca sempre nell’ eventuale patner ciò che non riusciamo a trovare in noi stessi. Poi possiamo pure raccontarcela che si è fatti l’uno per l’altra o cavolate tipo ho trovato la mia anima gemella….è anche questa illusione. ..in una coppia non si è liberi. ..ma ulteriormente incatenati …
    la sincerità vera in una coppia non può esistere. ..un esempio? gli impulsi sessuali…non ci credo che al patner dite cosa vi passa davvero per la mente quando vedete qualcuno che vi attira…perciò .. fatevene una ragione e non illudetevi credendo nel ” e vissero felici e contenti..” nemmeno per chi condivide lo stesso percorso qualunque esso sia… ma piuttosto ” e vissero incatenati e frustrati” come ogni essere umano. …

  7. Valentina Castalia

    Interessante la domanda finale dell’articolo. Secondo me non è da sottovalutare gli effetti indiretti che hanno i nostri cambiamenti sulle altre persone, partner o meno che sia… Se tu cambi, chi ti circonda inevitabilmente cambia, anche se non dici o fai nulla, o se non condividi nulla.

  8. Giuseppe Ilenia Parini

    Leggo che c’è chi afferma che stare in coppia è più facile di stare soli e viceversa.. A mio parere da una parte è piú difficile e da una parte è più facile in entrambi i casi.

    Stare da solo significa sicuramente sperimentare maggiore libertà, autonomia e indipendenza, d’altro canto però ci si tiene distanti dall’intimità, dall’esplorazione emotiva, dal compromesso e dalla possibile forse ennesima delusione.

    Stare in coppia significa scoprirsi, mettersi a nudo, trovare il modo di collaborare, gestire i limiti e i compromessi, d’altro canto però significa anche rinuncia, sacrificio e dipendenza.

    Naturalmente sono descrizioni vaghe e incomplete ma alla base il senso è che i pro e i contro sono in entrambe le situazioni.

    Per chi dice che la coppia sia solo un illusione dell’ego, rispondo, si.. Potrebbe, noi ci abbiamo pensato spesso a questo, semplicemente ci lasciamo il beneficio del dubbio, che il dubbio sia una scusa che giustifica il bisogno di crederlo? Può darsi, fatto sta che alla fine qualsiasi posizione si assuma in questo discorso, non si può far altro che ammettere l’ignoranza.

    Vorrei far riflettere però sul discorso libertà. Libertà non significa dissolutezza, se sto solo e cedo a qualsiasi spinta e desiderio non sono più libero.. Dalla mia esperienza di coppia posso dire che proprio nel limite, negli accordi, nei compromessi, nelle rinunce, ma anche negli scontri, nei giochi di potere e nelle menzogne, è possibile scorgere cos’è l’equilibrio..
    È possibile anche da soli? Certamente. Infatti l’articolo non è un inneggiare alla coppia, ma una riflessione personale, rispetto alla legge della necessità, sul Desiderio di Illuminazione (chiamatelo come vi pare) condiviso.

    • Ilenia Giuseppe Scacco

      In sintesi si potrebbe dire che:
      La Paura nello stare in coppia è perdere l’appoggio in ciò che viene identificato come “se stessi” ed essere quindi costretti ad avvertire la proprio esistenza solo attraverso il confronto con l’altro, mentre la Paura nello stare soli è non avere l’appoggio del confronto con l’atro per confermare la propria esistenza.
      In entrambi i casi sotto sotto, si ha Paura di quel senso di vuoto che mina la certezza di Esistere *Idipendentemente* (che è un illusione appunto >vedere concetti quali Interdipendenza, Fenomeni, Vacuità) …
      L’ego, come tutto del resto, agisce per convenienza..il punto è identificare questa e non perdersi lasciando le nostre tendenze ad agire da sotto il velo dell’ignoranza…. Qualsiasi cosa si fa, l’intento deve essere sempre la Consapevolezza….

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