Sunday, 17/6/2018 UTC+2
ORDINE DEL DRAGO
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La Perseveranza e la Tigre

La Perseveranza e la Tigre

Un’antica favola coreana narra di una giovane sposa il cui marito tornò a casa dopo aver combattuto in guerra alcuni anni. Dopo il ritorno dalla guerra, l’uomo sembrava distaccato dalla vita e da lei; quando la moglie gli parlava, la ignorava, e quando le rivolgeva la parola era sempre con un tono di voce aspro. Andava in collera quando il cibo preparato dalla moglie non era esattamente di suo gradimento, e spesso lei lo sorprendeva a guardare nel vuoto con aria apatica e sofferente.
La donna si rivolse a un vecchio saggio, chiedendogli aiuto. Gli domandò se esisteva una pozione che facesse ridiventare suo marito l’uomo amorevole che era sempre stato. Il vecchio saggio le disse che prima era necessario procurarsi un pelo dei baffi di una tigre viva, che era l’ingrediente principale di quella pozione. La giovane donna era terribilmente spaventata alla prospettiva di tentare di procurarsi un baffo di tigre, ma l’amore per il marito e il desiderio che i loro rapporti tornassero quelli di un tempo la spinsero a tentare la ricerca dell’ingrediente necessario.
Di notte, mentre il marito dormiva, ignaro delle sue attività, scese dal letto per raggiungere a piedi una montagna vicina dov’era risaputo che vivesse una tigre. Lassù, munita solo di una ciotola di riso con sugo di carne, offrì il cibo alla tigre e la invocò in lacrime, supplicandola di avvicinarsi a mangiare. Da principio la tigre si limitò a ignorare i suoi richiami; ma la donna insistette, una notte dopo l’altra, avvicinandosi ogni volta di qualche passo.
Infine una notte erano a pochi passi di distanza l’uno dall’altra e rimasero a guardarsi negli occhi, senza che nessuno dei due sapesse che cosa riservava il futuro. Finalmente la giovane donna coraggiosa si ritirò davanti alla tigre. La notte successiva, la tigre mangiò dalla sua mano. La giovane donna era esultante ma cauta. Nei mesi successivi, ogni notte, non fece null’altro che tendere la mano ad ogni visita, per lasciare che la tigre si sfamasse.
Parecchio tempo dopo, una notte, la giovane donna guardò in fondo agli occhi della tigre che mangiava dalla sua mano e disse: “Oh, ti prego, prezioso animale, non uccidermi per quello che sto per fare!”. Poi, fulminea, strappò dal muso della tigre un pelo dei baffi.
Scese di corsa lungo il sentiero per recarsi subito all’abitazione del vecchio saggio, sollevata all’idea che la tigre le avesse permesso di allontanarsi liberamente. Quando arrivò, ansimante ed eccitata, il vecchio saggio, esaminò attentamente il pelo per controllare che fosse autentico. Quando se ne fu accertato, si girò e lo gettò nel fuoco, sotto gli occhi inorriditi della giovane donna. “Che cosa fai?” gridò lei.
Il vecchio saggio rispose con dolcezza: “Donna, un uomo è forse più spaventoso di una tigre? Hai visto che grazie alla pazienza, alla perseveranza e alla comprensione, si può domare persino una bestia feroce e selvaggia. Senza dubbio puoi ottenere lo stesso risultato con tuo marito”.

Blackstar
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Ricercatore della Verità, appassionato di Arti Marziali ed Esoterismo.

14 Comments

  1. Roberta Pusceddu

    Spesso non ci rendiamo conto che superiamo ostacoli molto più ” grandi” di quelli che invece seppur insignificanti, al confronto, ci bloccano.

  2. Roberta Pusceddu

    Secondo voi cosa ha spinto la donna a essere così determinata?
    Forse il desiderio che il marito tornasse come era prima della guerra, era così forte da farle rischiare la vita, oppure è stata la fiducia che aveva nel vecchio saggio e nella sua cura a darle coraggio? Magari entrambe le cose…..magari nessuna delle due….oppure, grazie alle due “cose” assieme, si è acceso in lei qualcos’altro ….quel qualcosa che alla fine il saggio le ha fatto notare….

  3. Roberta Pusceddu

    Non credo ne alla fortuna ne alla sfortuna, siamo noi che ci creiamo le circostanze…sia favorevoli che sfavorevoli…..basta dare colpa ad altri, sfortuna compresa, ognuno è responsabile di se stesso e delle proprie azioni che generano la situazione in cui si trova , dove nella maggior parte dei casi non fa nulla per cambiarla.

  4. Roberta Pusceddu

    Siete sicuri che la donna l’ha fatto con il cuore e non per egoismo? Mi spiego….l’ha fatto per “amore” o solo perché voleva che suo marito tornasse amorevole, gentile e che le prestasse le attenzioni di una volta?

  5. Elena Olaru

    Non so cosa l’ha spinta ma ha scoperto la pazienza, come vincere la paura e come avvicinarsi non solo alla tigre.

  6. Elena Olaru

    Certo ché egoismo. Mi chiedo se anche la nostra voglia di crescere è egoismo. Se io sono la sposa, il mio sposo è il mio scopo.

    • Roberta Pusceddu

      Intendi trovare il motivo per cui cerchiamo o per cui viviamo così?

      Credo che una volta iniziato a capire alcuni meccanismi dapprima si cerca di modificarli….è inevitabile….poi si capisce che non per forza si devono modificare…(non so se intendevi questo)

  7. lorenzo ricciardi

    Spesso cerchiamo aiuto e speranze negli altri…e facendo ciò non riusciamo a renderci conto delle immense capacità che noi stessi abbiamo, l unica cosa che bisognerebbe fare è trovare l autostima in se stessi per poi ranggiungere l obbiettivo…più l autostima aumenta…più si cresce e così facendo ogni cosa diventa possibile

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